Scherzo col fuoco

Mi rimbalza il mondo addosso, non ho ragioni, vorrei sotterrare un paio di idioti e poi rivedere felice la luce del giorno a venire.

Sono in attesa di partorire me stesso, giungo troppo tardi alla cerimonia funebre, non ho le passioni della dipartita – il volere mi tradisce sull’uscio di una fine gloriosa. Meglio esserCI che venire traditi da una brutta storia.

Gennaro era il migliore, poi cadde in disgrazia, io non con lui, mi riparai dalla tempesta dietro un calorifero. Al caldo vidi le cose dal loro lato migliore, senza sofferenza, senza torpore, senza riverenza.

Lasciatemi riposare, sono stanco, ho raggiunta la vetta del mondo migliore, lasciatemi qui, sul terrazzo, a godere di un panorama immenso: le stelle e le stalle, un gracidio di rane e gli avvinazzati cantare la loro raucedine.

Ho vinto e non sono più nulla. Dimoro, senza disdoro. Un olezzo di verità non si dipana. Auguro a tutti tanta salute e un mare di miraggi. W il Supremo!