Tenerezza religiosa 

 

Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi.

beato Arnaldo Almarico (forse)

La tenerezza religiosa è commovente, anche quando trucida migliaia di persone, bambini compresi. È la tenerezza di credersi giusti, quando non si è in malafede, e di ritenere che questa giustizia non abbia limiti, neppure nelle atrocità compiute sull’umanità più debole. La carne è sempre sacrificabile in nome di una giustizia infinita, qualcosa che ai nostri occhi moderni appare invece come un’infamia infinita. Se però pensiamo alle stragi del ‘900, fatte in nome di nessun Dio e di nessun libro sacro ma piuttosto nel nome di alcune traballanti ideologie, ci rendiamo conto che il beato Arnaldo lasciava almeno una speranza alle vittime — quella di rinascere in Paradiso: le SS o i Khmer Rossi negavano anche quella e lo sterminio era proprio e soltanto uno sterminio, un’eliminazione definitiva.

Siamo migliorati nel frattempo? No. Non siamo migliorati affatto ma lavoriamo affinché le maglie dell’ipocrisia sociale e politica che ci costringe nel gregge non si allentino, per non ricadere nell’Inferno — che è sempre da qualche parte sulla Terra (in Siria piuttosto che in Iraq o in Libia o in Cecenia o…).

Stiamo progredendo in questo? Forse sì, forse, con piccoli passi avanti ed enormi macelli — o forse è tutto un abbaglio ed alla fine l’apice del progresso  sarà l’ultimo e definitivo macello.

Ciò che è non può che essere così com’è. Amen.