Tra Fato e Libertà

Sempre in bilico tra Fato e Libertà cerco di di farne una ragionevole sintesi: tutto è già dato ed ognuno e ogni cosa devono essere liberi di essere ciò che desiderano, di essere ciò che non possono non essere.

Sta in piedi? Logicamente no ma nella prassi va mantenuto il concetto della maggior libertà possibile, cioè il minor numero di costrizioni possibili, permettendo tutto ciò che non intacca la morale – una morale minima il cui fondamento è la non privazione della libertà altrui e la non coercizione, dunque il non fare del male al prossimo.

I dieci comandamenti, esclusi i riferimenti al Padreterno ed ai pregiudizi sessuali, sarebbero un buon punto di partenza: il tutto si ridurrebbe a 3 o 4 precetti apodittici!

Il resto vien da sé, deve venire da sé, non può che venire da sé.

La cupezza di un mondo duro e violento, senza libertà e senza speranza, è pieno di fascino: dunque non potrei mai fare il filosofo dal momento che più della ragione seguo le mie inclinazioni, i miei pregiudizi sentimentali